COMUNICAZIONE: MONS. CELLI, LE SFIDE DI INTERNET SONO UN "RICHIAMO ALLA COSCIENZA"

Esiste un "divario tra coloro che sono inclusi negli spazi virtuali e coloro che non sanno nemmeno cosa sia fare una telefonata. Ci sono coloro che fanno fatica ad avere un po’ di pane e un sorso d’acqua pulita durante la giornata". Lo ha detto mons. Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali, nel corso del Forum promosso dall’Ucsi, stamattina a Roma, su "Internet. Informazione e democrazia". "Sono ancora troppo numerosi" quelli che non hanno niente e "alcuni dicono che sono la maggioranza degli esseri umani". Così, "le sfide etiche che Internet pone alla società globale hanno un fortissimo richiamo alla coscienza". In realtà, "la rivoluzione di cui siamo testimoni e quasi inconsapevoli attori, spinta dalla corsa tecnologica della comunicazione, è tutt’altro che conclusa". "La comunicazione umana – ha proseguito mons. Celli – è probabilmente uno degli aspetti più velocemente trasformati della nostra cultura". Non solo "perché ci sono dei sofisticati strumenti per esercitarla", ma "perché emergono nuovi linguaggi, tempi e spazi per l’esercizio quotidiano della comunicazione". Per il presule "ci sono spazi naturali e ci sono quelli virtuali, divisi in ‘galassie’ linguistiche ma che mettono tutti i partecipanti, soprattutto bambini e giovani, in un universo comune e condiviso".