La Chiesa "può essere un valido protettore dei migranti, difendendoli nella società in cui si trovano. Ciò dovrebbe iniziare nel più frequente luogo di incontro, e cioè nelle parrocchie e nelle comunità ecclesiali. In generale, l’approccio pastorale alle famiglie coinvolte nel fenomeno migratorio richiede flessibilità e attenzione alla famiglia nel suo insieme". Lo ha detto questa mattina mons. Nicholas DiMarzio, vescovo di Brooklyn intervenendo all’Assemblea plenaria del Pontificio consiglio per i migranti dedicata al tema "La famiglia migrante ed itinerante", che si concluderà domani mattina con l’udienza di papa Benedetto XVI ai partecipanti. Per il presule la migrazione, in sé, "sottopone sempre la famiglia migrante a condizioni sfavorevoli. Due sono dunque gli approcci fondamentali da seguire. Il primo è quello di assistere la famiglia a mantenersi unita, mentre il secondo è quello di trovare modi per sostenerla nel processo di inculturazione".