MIGRANTI: SAVIOLA (MIGRANTES), “LA FAMIGLIA NON DEVE RIPIEGARSI SU SE STESSA"

La famiglia fondata sul matrimonio è un "luogo" e una "comunità": una "chiesa domestica" nella quale i genitori hanno "un compito. La famiglia allora non può ripiegarsi su se stessa o chiudersi: deve essere pensata ‘aperta’ verso la Chiesa, la società e anche le altre famiglie, comprese quelle di diversa cultura e tradizione". Lo ha detto questa mattina mons. Piergiorgio Saviola, direttore generale della Fondazione Migrantes, intervenendo all’Assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per i Migranti (fino al 15) dedicata al tema "La famiglia Migrante ed itinerante". Per mons. Saviola la Chiesa "riconosce e valorizza il territorio e perciò tutte le realtà umane sociali e civili che si volgono su quel determinato territorio. I sacerdoti-parroci, per conseguenza, dovrebbero essere pastori non soltanto delle famiglie residenti sul loro territorio, ma anche di quelle che vi stazionano per brevi periodi". Parlando poi dei circensi e dei lunaparkisti, mons. Saviola ha sottolineato che si tratta di famiglie caratterizzate da "forme particolari di autentica solidarietà. Bisogna osservare, tuttavia, che sono minacciate dalle trasformazioni, a cui sono sottoposte nel momento presente, della cultura dominante nella società odierna". Per mons. Saviola il problema pastorale consiste nel trovare modalità di intervento che accompagnino i cambiamenti in atto.