Rivolto a "studenti che andranno ad operare come professionisti della comunicazione in terre lontane, prevalentemente, rurali". Così mons. Ambrogio Spreafico, rettore della Pontificia Università Urbaniana, ha presentato la finalità del master di I livello in Comunicazione sociale nel contesto interculturale e missionario, promosso dall’ateneo e dalla Fondazione Misna, in collaborazione con Radio Vaticana, Sat2000, Radioinblu, Agenzia Sir, H2O, Mabq, Jobel Teatre, presentato oggi in un convegno all’Urbaniana su "Comunicazione, intercultura, missione". Il primo obiettivo ha spiegato l’antropologo don Luca Pandolfi, direttore del Centro di comunicazioni sociali dell’Urbaniana e del Master è, innanzitutto, "prendere consapevolezza della dimensione interculturale delle società contemporanee, per fornire competenze tecniche professionali, dei linguaggi, dei mezzi e delle dinamiche della comunicazione, insieme ma a conoscenze etiche", per "proporre un paradigma di comunicazione interculturale solidale, aperto, attento curioso inclusivo", che considera "le differenze tra culture come una ricchezza e non come un disagio".