"Bisogna cominciare dalle scuole. Far crescere la conoscenza significa debellare l’ignoranza, che genera a sua volta intolleranza. Si tratta di un investimento sulle persone per far sorgere nuove generazioni di cittadini europei". Il commissario all’educazione, Jan Figel’, è stato tra i protagonisti del dibattito svoltosi ieri sera a Bruxelles sul tema del dialogo interreligioso, iniziativa inserita nel calendario del 2008 Anno europeo del dialogo interculturale. L’oratore ha ricordato i programmi e le iniziative comunitarie sul piano educativo; quindi si è detto convinto "che l’Unione europea di oggi è costituita da tante diversità che riguardano la nazionalità, la lingua, lo stato sociale, la professione, la cultura. È tempo di considerare adeguatamente anche la pluralità e l’importanza delle presenze religiose, dato che esse sono un elemento favorevole all’integrazione" sia all’interno dei 27 che fra l’Ue e il resto del mondo. "Le religioni fanno parte della società e si riverberano nella vita pubblica", ha proseguito il commissario. Figel’ è quindi tornato sul tema dell’educazione, quale "fattore di conoscenza della propria storia, della realtà in cui viviamo", essenziale per "comprendere le ragioni altrui" e "tendere all’unità". (segue)