ASSOCIAZIONI: FONDAZIONE DON TONINO BELLO, NO ALLA "CACCIA ALLO STRANIERO"

"Vincere gli istinti xenofobi che si ammantano di ragioni patriottiche. Che scatenano, all’interno delle nostre raffinatissime città, inqualificabili atteggiamenti di rifiuto, di discriminazione, di violenza, di razzismo. E che implorano dalle istituzioni, con martellante coralità, rigorosi provvedimenti di forza. Siamo vittime di una insopportabile prudenza, e scorgiamo sempre angoscianti minacce dietro l’angolo. Perché lo straniero mette in crisi sostanzialmente due cose: la nostra sicurezza e la nostra identità". A ricordare questa "parole coraggiose e profetiche" di don Tonino Bello è Giancarlo Piccinni, della Fondazione omonima, che in una nota commenta gli "inquietanti fatti di cronaca" che "stanno facendo riemergere in questi giorni l’immagine di un’Italia xenofoba", in particolare con gli episodi di "caccia allo straniero”. In particolare, la Fondazione don Tonino Bello esprime "preoccupazione" e "disagio morale" per "il clima di condiscendenza popolare e perfino a volte di legittimazione istituzionale in cui tutto questo sta avvenendo". Il rischio, in altre parole, è che "con la scusa di voler punire, come si deve, solo chi delinque e di voler stanare i clandestini e gli irregolari per una giusta e doverosa ricerca dell’ordine e della legalità, si finisca poi col tollerare o avallare altre e a volte più gravi illegalità".