AZIONE CATTOLICA: ALICI, "CAPACITÀ DIALOGICA DA NON DISPERDERE"

Per Alici "una sorta di deperimento organico" sta aggredendo "il nostro senso morale" riducendolo ad "ingombrante reperto archeologico". "Forse – ha osservato il presidente di Ac – una ragione troppo ‘forte’ ha separato ieri senza distinguere" il bene dal male; oggi "una ragione troppo ‘debole’, per paura di separare, rinuncia a distinguere". Di qui l’importanza di essere presenti nelle "emergenze culturali, civili, pastorali e educative del nostro tempo". "Le condizioni associative per articolare questa dialettica ci sono" ha precisato, rammentando l’aggiornamento dello statuto, il nuovo progetto formativo e la "triplice consegna di contemplazione, comunione e missione affidataci da Giovanni Paolo II a Loreto". Di qui l’accenno al "valore originario e sempre attuale della nostra fedeltà al Papa" e il "profondo radicamento nella Chiesa". Alici ha inoltre rammentato le 24mila adesioni pervenute al "Manifesto al Paese" anche da "esponenti di altre associazioni e movimenti", che "attestano una capacità dialogica, nella comunità cristiana e civile, che non vogliamo disperdere". Sono 1.400 i delegati ai lavori assembleari, chiamati a discutere e approvare il documento programmatico per il triennio 2008-11 che verrà presentato questa mattina, e ad eleggere i nuovi responsabili nazionali. Ad aprire oggi la seconda giornata è la celebrazione eucaristica presieduta dal segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Betori. ” ” ” “