SICUREZZA SUL LAVORO: DON MASTANTUONO (MLAC), DEVE "DIVENTARE DOVERE MORALE"

"È sul dialogo che si basa la sicurezza sul lavoro. Ma la sensazione è che in questo Paese le «corporazioni», intendendo così i diversi organismi che rappresentano datori di lavoro e lavoratori, si scontrino rendendo difficile questo dialogo e, quindi, l’applicazione delle norme sulla sicurezza". Lo ha denunciato Cristiano Nervegna, segretario nazionale del Movimento lavoratori di Azione cattolica (Mlac), parlando a ieri a Roma, in occasione della festa del lavoro, ad un incontro su "Morire di lavoro? Lavoratori e imprese per un nuovo dialogo sulla sicurezza". All’appuntamento ha portato la sua testimonianza Corrado Altomare, figlio dell’imprenditore morto assieme a tre suoi operai e una quinta persona, lo scorso marzo, in un incidente sul lavoro a Molfetta. Un infortunio mortale causato "non dalla mancanza di misure di sicurezza, ma da un gas letale – ha affermato Altomare – che non era indicato nei documenti che accompagnavano la cisterna da pulire". Lo stesso datore di lavoro, ha ricordato il figlio superstite, "non ha esitato due volte a entrare nella cisterna per salvare i suoi ragazzi. E ora è lì con loro". "La sicurezza sul lavoro – ha concluso l’assistente nazionale del Mlac, don Antonio Mastantuono – non può essere soltanto una scelta tecnica, bensì chiede di diventare dovere morale".” ” ” “