IMMIGRATI: FEDERAZIONE SCS/CNOS, "CONIUGARE INSIEME GIUSTIZIA E SOLIDARIETÀ"

"In questa caccia allo straniero, al diverso, all’emarginato, non ci troviamo, siamo dall’altra parte. Continueremo a stare per e con i ragazzi poveri, continueremo a bussare, come don Bosco, non tanto per chiedere la carità dei progetti, ma per esigere e tutelare i diritti dei più poveri". Lo afferma la Federazione Scs/Cnos dei Salesiani per il sociale, parlando delle recenti "ondate razziste e xenofobe nel nostro paese". I "nostri educatori di strada, dei centri diurni nelle città a forte valenza immigratoria – si legge in una nota diffusa dal presidente Domenico Ricca – ci chiedono di svuotare la mente da tutti quegli stereotipi che quotidianamente imprigionano gli italiani relativamente alla figura dell’immigrato ed ancor peggio dell’immigrato cosiddetto ‘irregolare’". In questo clima di intolleranza "una esagerata, opportunista utilizzazione del cosiddetto ‘tema sicurezza’ sta creando nei nostri quartieri, tra molte persone, soprattutto gli anziani e le persone che vivono condizioni di povertà, un tipo di rifiuto molto vicino all’odio". Per Ricca c’è bisogno di educare gli adulti per costruire un mondo "a misura di persone". "Nel binomio giustizia e solidarietà – conclude Ricca – non c’è prima la giustizia e poi la solidarietà; vanno coniugate insieme, altrimenti diventa una giustizia solo per pochi. In questo modo il binomio va trasmesso ai giovani".