"Se la fede è viva, la cultura cristiana non diventa passato, ma rimane viva e presente". Lo ha detto il Papa, a conclusione della catechesi dell’udienza di oggi, dedicata alla figura di Romano il Melode, teologo, poeta e compositore. "Se la fede è viva ha proseguito Benedetto XVI fuori testo anche oggi possiamo rispondere all’imperativo: ‘Cantate al Signore un cantico nuovo". "Creatività, innovazione, cultura nuova e presenza di tutta la vitalità culturale le parole a braccio del Pontefice nella fede non si escludono", ma testimoniano "la presenza della bellezza, della gioia di essere figli di Dio". Quella di Romano il Melode, ha spiegato il Santo Padre, è "una cristologia semplice ma fondamentale", quella dei "grandi Concili" ma "vicina alla pietà popolare", perché "nata dalla conoscenza del cuore cristiano". In particolare, Romano il Melode "ci ricorda tutto il tessuto della cultura cristiana, nata dalla fede, nata dal cuore, che si è incontrata con Cristo". "Da questo contatto col cuore, con la vita ha proseguito Benedetto XVI nasce tutta l’eredità cristiana", che "rimane viva e presente". In questa prospettiva, ha concluso il Pontefice, "le cattedrali, o la grande musica come quella di Mozart, non sono cose del passato, ma case di vita: dove siamo a casa, incontriamo Dio e ci incontriamo l’uno con l’altro".” ” ” “