DONNE E VIOLENZA: NEI PAESI DEL MEDITERRANEO SONO "VITTIME DUE VOLTE"

In Algeria, Marocco, Libano, Turchia, ma anche in Spagna e in Italia, le donne che vivono in situazione di conflitto o di violenza domestica sono "vittime due volte", a causa di decisioni prese da uomini o di leggi e culture che invece di tutelarle le discriminano. E’ quanto emerso da una tavola rotonda che si è svolta ieri sera a Roma, alla Sala Stampa estera, su "Donne in situazione di conflitto", organizzata dalla rivista on-line Babelmed.net (in francese, inglese, arabo e a breve anche in italiano), nata a Roma per "una informazione diversa, più complessa e profonda," sulle culture del Mediterraneo, utilizzando una rete di corrispondenti in numerosi Paesi. Un servizio più ampio sarà pubblicato su SirEuropa (old.agensir.it). In Libano, ad esempio, "le donne subiscono una guerra che hanno voluto gli uomini e sono assenti da tutte le politiche – ha affermato Sahar Al-Attar, giornalista del quotidiano L’Orient Le Jour -. Quindi sono doppiamente vittime". In Algeria dieci anni di guerra civile hanno lasciato profonde ferite, soprattutto tra le donne che hanno subito stupri ed figli nati dalle violenze. "Fino agli anni ’90 non erano considerate vittime di guerra – ha raccontato Ghania Khelifi, del quotidiano algerino Le Midi -. Le autorità religiose hanno dovuto consultarsi con religiosi stranieri per decidere di poter accordare lo statuto di vittime e dichiarare queste donne innocenti". (segue)