La modifica dell’art.1 del Codice civile "per affermare che la vita ha origine dal concepimento"; la riforma dei consultori familiari per valorizzarne "la funzione di prevenzione dell’aborto"; l’inserimento nella relazione annuale del ministero della Salute sull’andamento delle interruzioni di gravidanza (Ivg) di maggiori dettagli, come i dati sulle cause dell’Ivg o il numero dei bambini "salvati" ad opera dei consultori. Questi, per il presidente del Movimento per la vita Carlo Casini, sono, in sintesi, gli "interventi possibili" sulla Legge 194. Intervenendo questa mattina a Roma ad una conferenza stampa promossa dal Mpv e dal Forum delle associazioni familiari alla vigilia del 30° della Legge 194 (22 maggio 1978), Casini ha precisato: "Non ritengo realisticamente possibili interventi diretti su quella che peraltro giudico una cattiva legge" perché riconosce "un inesistente diritto della donna ad abortire consentendo ad una persona di disporre della vita di un’altra"; tuttavia questi interventi, a partire dalla modifica dell’art.1 del Codice civile, "pur non toccando la 194, possono orientarne l’interpretazione attuativa nella direzione di una maggiore tutela della vita".