"Sono circa 75 mila i rifugiati iracheni in Libano e di questi quasi 7 mila sono cristiani. Ora spero che si possa in qualche modo alleviare le loro sofferenze". Nel giorno in cui a Doha, i leader libanesi hanno raggiunto un accordo, con la mediazione della Lega araba, per l’elezione del nuovo presidente e la formazione di un nuovo Governo, il vescovo caldeo di Beirut, mons. Michel Kassarji ricorda "la difficile situazione dei rifugiati iracheni" nel Paese dei cedri. "Si tratta dice al Sir di una ferita aperta nel Libano che la comunità internazionale deve conoscere. Mi appello a tutti i Paesi, a tutte le conferenze episcopali europee e non affinché si possa affrontare questa emergenza. Molti rifugiati muoiono in strada, non hanno diritti, assistenza, lavoro, cibo, scuole. Come chiesa, per quanto minoranza e povera di mezzi, facciamo il possibile per alleviare le loro sofferenze anche con la distribuzione di generi di prima necessità. Ma non basta. Quella dei rifugiati iracheni è una nuova emergenza del Libano". "Speriamo che con l’accordo di Doha si possa aprire uno spiraglio anche per queste loro. Da parte nostra abbiamo cercato l’intervento dell’ambasciata Usa in Libano proponendo un programma di aiuti e di progetti di solidarietà così come della Santa Sede e della comunità internazionale e presto andrò anche nella sede delle Nazioni Unite in Svizzera". (dnr)