Sfiorano quota 14 mila (dal ’99 al 2005) le denunce per reati assimilabili alla ‘ndrangheta, che nel 2007 ha registrato un giro d’affari di circa 44 miliardi di euro, pari a quasi il 3% del Pil italiano. E in Calabria, negli ultimi 10 anni, 202 persone sono state uccise per motivazioni legate alla criminalità organizzata. Lo evidenzia "’Ndrangheta holding – Dossier 2008", analisi sulla permeabilità e sul giro d’affari del crimine organizzato calabrese realizzata dall’Eurispes e presentata oggi alla Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana) di Roma. La droga rappresenta oltre il 62% del volume di affari complessivo: se in Colombia la cocaina costa 1.500 dollari al chilo, in Europa è venduta a 42.200 euro, ma al dettaglio un grammo costa 70-90 euro, con un guadagno ulteriore per chi regola i canali di spaccio. Altri settori del "paniere" criminale: 5,7 miliari di euro provengono dalla compartecipazione di impresa ad appalti pubblici truccati, dall’usura, dal traffico di armi (2,9 miliardi) e dallo sfruttamento della prostituzione (2,8 miliardi). Nelle mani della ‘ndrangheta anche il traffico di clandestini, poi immessi nel lavoro nero. Mario Spagnuolo, procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, ha rilevato come l’organizzazione criminale "si sta trasformando, offrendo servizi finanziari illeciti e di altro tipo".