SICUREZZA: DON COLMEGNA (CASA DELLA CARITÀ), "VA AVVERTITA COME UNA DOMANDA DI SOCIALITÀ" (3)

"La proposta del commissario – prosegue Colmegna – deve raffreddare e porre fine alla crescente emotività, alla voglia di farsi giustizia da sé. Questa figura dovrà avere la fiducia e la credibilità di tutti, dovrà poter disporre delle parti sociali che riterrà utili e dovrà coniugare solidarietà e forti interventi repressivi, avere risorse economiche e urbanistiche per poter intervenire e superare quest’emergenza vera, ma anche sovraccarica di rappresentazione mediatica che riguarda spesso le aree dismesse, le favelas, le zone abbandonate". Per il sacerdote, "gestire socialmente la domanda di sicurezza vuole dire stare nel mezzo di queste realtà aiutando anche coloro che dimostrano di voler vivere nel rispetto della legalità". Ed ancora: "Ma mai e poi mai si potrà considerare una generazione oppure un’intera etnia come violenta o addirittura disumana per origine. Questo imbarbarimento culturale non è possibile e, proprio perché esiste questo rischio, è urgente operare per neutralizzare questa potenzialità di pensiero. Insieme, si ritorni a pensare, progettare ed esercitare una politica che si educa a comprendere che i poveri e i deboli sono da ascoltare partendo dalla loro domanda di sicurezza e serenità, che va avvertita come priorità sociale, educativa ed economica".