"La richiesta di legalità da parte dei cittadini è legittima. Il rispetto delle leggi riguarda le relazioni con gli altri, entra nell’intimo della vita e degli affetti; riguarda il proprio corpo, il camminare nelle strade, lo stare nella propria casa. Alla domanda di sicurezza non si risponde con gli slogan, spesso segnati dalla paura o dalla rabbia, ma con la costruzione esigente di una società coesa". Lo scrive don Virginio Colmegna, già direttore della Caritas ambrosiana e ora responsabile della Casa della carità, in una riflessione sulla "domanda di sicurezza" per il settimanale della diocesi di Pavia (Il Ticino; in edicola da sabato prossimo). Secondo don Colmegna intervenuto, tra l’altro, ieri sera a Pavia a un incontro con il vescovo sul tema: "Vecchie e nuove povertà" "non c’è sicurezza quando scompare la cultura della responsabilità verso l’altro, se cresce un clima individualistico che fa barricare ciascuno all’interno del proprio isolamento. La sicurezza va invece avvertita come una grande domanda di socialità, di ristabilire rapporti sereni nei luoghi dove si abita, di ricreare una cultura del rispetto nel confronto". (segue)