CASO COGNE: ANDRIA (MAGISTRATO), NO "ALLA BANALIZZAZIONE DEL DOLORE"

"Nel caso di Cogne perde il rispetto che è necessario avere per una grande tragedia". È l’opinione espressa da Pasquale Andria, presidente del Tribunale dei minori di Potenza, sulla vicenda iniziata sei anni fa con la morte del piccolo Samuele Lorenzi. "Mentre prendiamo atto che c’è stata una sentenza definitiva di condanna, confermata dall’esito dei tre gradi di giudizio – afferma il magistrato -, sono rimasto colpito molto negativamente dall’uso sconsiderato che si è fatto dal punto di vista massmediologico di questa vicenda, che è quasi un’icona della società della comunicazione di massa, capace di violare tutti i limiti possibili del dolore e del rispetto delle persone". La protagonista della storia, oggi condannata, "è stata tra gli artefici di questa spettacolarizzazione, in cui sono coinvolte altre persone, anche dei bambini". Come i figli di Annamaria Franzoni "costretti ad una sovraesposizione mediatica", ma "dal punto di vista di un recupero dell’etica e della deontologia dell’informazione i media non dovrebbero indulgere a questa forme insopportabili e intollerabili". (segue)