HUMANAE VITAE: A BUCAREST UN CONVEGNO ITALO-RUMENO

"Nonostante i cambiamenti sociali e i mutamenti del costume, la famiglia non può" che continuare a trarre "la sua origine dal matrimonio che ne è l’atto costitutivo", ad avere "come membri essenziali il marito, la moglie e i figli nati dalla loro unione", e a costituire "la struttura base della società e il primo fondamento e pilastro dell’ordine legale e giuridico". E’ quanto ribadisce il giurista Alessandro d’Avack, presidente del "Comitato nazionale per lo studio del principio di sussidiarietà, solidarietà ed uguaglianza, da Leone XIII alla Costituzione europea", alla vigilia del convegno promosso il 27 e 28 maggio a Bucarest dallo stesso Comitato e dall’Istituto teologico romano-cattolico "Santa Teresa" della capitale rumena. Tema dell’incontro, "Humanae vitae tra attualità e provocazione. Una risposta moderna ad un problema multisecolare". D’Avack, che approfondirà il tema della solidarietà familiare, spiega: "Compito del legislatore non è solo modificare e adattare le norme al comune sentire", ma anche "educare i cittadini" a "vivere in maniera eticamente e giuridicamente corretta le pulsioni e i rapporti familiari". Al convegno interverranno, tra gli altri, il presidente del Ccee, card. Péter Erdo; l’arcivescovo di Bucarest, mons. Ioan Robu; il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, mons. Elio Sgreccia; Victor Dumitrescu del citato Istituto teologico.