In questo processo gioca un ruolo fondamentale "la vitalità educativa della comunità" e "il volto missionario della parrocchia". "Le nuove situazioni economico-sociali e i grandi cambiamenti culturali ha spiegato mons. Superbo chiedono alla parrocchia di rivedere se stessa alla luce della missione di tutta la Chiesa. Se prima il territorio viveva all’ombra del campanile oggi è la parrocchia a doversi situare nei territori di vita della gente". Nonostante possa sembrare che "la civiltà parrocchiale sia lontana da noi ha detto il vicepresidente della Cei questo dato non può costituire un invito alla rassegnazione; è la parrocchia che fa propria l’appartenenza a Cristo di tutti coloro che abitano sul territorio". La parrocchia è chiamata "a costruire canali per istaurare legami caldi di cui l’uomo contemporaneo sente bisogno". Uno strumento utile è "l’oratorio. Sarebbe bello che tale esperienza educativa raggiungesse quelle parrocchie dove non è mai arrivato". Altra risorsa di questo processo educativo sono i gruppi, le associazioni e i movimenti chiamati "attraverso relazioni autentiche, quelle preferite dai giovani, a tradurre in modo vivace il cammino dell’iniziazione cristiana". "Una speciale attenzione ha auspicato mons. Superbo dovrà essere sviluppata nei riguardi delle povertà giovanili promuovendo la cultura del lavoro e della solidarietà". (segue)