"Dopo tre settimane dal passaggio del ciclone Nargis che ha colpito la popolazione del Myanmar si discute ancora sui danni subiti. Per i superstiti delle zone del delta e di Yangon sopravvivere è una lotta quotidiana, dovuta alle difficoltà di accesso all’acqua pulita, al cibo, all’alloggio e all’assistenza medica. A questo occorre aggiungere che gli allagamenti, i danni subiti dalle risaie e la perdita di attrezzature, sementi e animali incideranno negativamente sulla produzione di riso e sulla possibilità di avere di che mangiare". E’ quanto scrive l’arcivescovo di Yangon, il salesiano mons. Charles Maung Bo, evidenziando quanto ancora la gente abbia bisogno di assistenza. "La Chiesa locale riferisce il presule in una lettera diffusa oggi dall’Agenzia di informazione salesiana – è riuscita a raggiungere finora circa 25mila persone fornendo cibo, rifugio e acqua potabile, oltre alla necessaria assistenza spirituale e psicologica". Mons. Bo auspica di "poter raggiungere altre 40mila persone". A preoccupare l’arcivescovo sono in particolare i ragazzi, "in questa circostanza la parte più vulnerabile della popolazione". ” ” (segue)” “