"Il sacerdozio non è una questione di pari opportunità: essere dentro la Chiesa significa lavorare con modalità differenti, ma con un unico spirito". Paola Ricci Sindoni, docente di filosofia morale presso l’Università di Messina, commenta in questi termini al SIR l’entrata in vigore, con la pubblicazione oggi su "L’Osservatore Romano", del "Decreto generale circa il delitto di attentata ordinazione sacra di una donna" della Congregazione per la Dottrina della Fede. Il Decreto (firmato lo scorso 19 dicembre) prevede la "scomunica latae sententiae" per chi "avrà attentato il conferimento dell’ordine sacro ad una donna" e per "la donna che avrà attentato di ricevere il sacro ordine". "Non si tratta di una novità – precisa Ricci -: la Chiesa, fondata sull’autorità del Nuovo Testamento, non può non essere collegata con il grande piano della creazione, con il ‘maschio e femmina li creò’ di Genesi. Vi è nella Chiesa un’unità sostanziale tra maschile e femminile che tuttavia si esprime nelle due forme; dunque una ‘unità duale’ che deriva dalla sua radice scritturale e si esprime nel ‘principio petrino’ e nel ‘principio mariano’". Per la docente, non si tratta allora di discriminazione, "ma di suddivisione di compiti: unità di carisma nella molteplicità delle forme in cui esso si esprime". "E’ il segno conclude – della differenza sostanziale tra maschile e femminile".