È opportuno "aprire un dibattito in parlamento e nella società" che preceda eventuali scelte sul nucleare. Lo afferma, in un’intervista on line su old.agensir.it (sezione Attualità), Matteo Mascia della Fondazione Lanza in merito alla proposta del governo italiano di avviare la costruzione, entro i prossimi cinque anni, di centrali nucleari nel Paese. Secondo Mascia "anziché buttarsi subito nell’opera di costruzione delle centrali nucleari, sarebbe importante ricominciare a investire nella ricerca sulle nuove tecnologie, anche per il nucleare, in un contesto europeo". Lo studioso sottolinea anche come nel Paese sia oggi necessario favorire "la partecipazione dei cittadini". Ma per far ciò serve "una seria e adeguata informazione sul tema", mentre "strutture realizzabili in contesti locali o regionali" meglio si prestano in quest’intento. Tale, però, non potrebbe essere una centrale nucleare, bensì "centrali solari, fotovoltaiche, di produzione eolica". "A livello mondiale conclude l’esperto il nucleare rappresenta solo il 7% dell’energia prodotta, e in Italia la costruzione di 4 o 5 centrali non sarebbe una risposta radicale al problema dell’approvvigionamento energetico; urgente dunque rivolgere l’attenzione ad altre forme di energia, come quella rinnovabile".