"La tragedia di queste ore ripropone con forza all’attenzione di tutti la necessità della cura del territorio non solo piemontese, ma di tutta l’Italia". Lo afferma don Daniele Bortolussi, responsabile della pastorale Sociale e del Lavoro di Torino. "Da molto tempo prosegue come pastorale insistiamo su questo aspetto. Si deve investire nella tutela e nella salvaguardia del nostro Paese. Lo stiamo verificando ancora una volta in questi giorni, sono sufficienti alcuni giorni di pioggia e il pericolo di esondazioni e di piene diventa concreto". Don Bertolussi ricorda che la salvaguardia del territorio è anche fonte di reddito. "Soprattutto in montagna, ma non solo, – sottolinea – possono nascere nuovi posti di lavoro, di persone che si occupano di ripulire i fiumi, gli argini. Un investimento utile, tra l’altro, anche perché questo lavoro permetterebbe di evitare i danni che nel caso di alluvioni, straripamenti, sono spesso ingenti". Come sta accadendo proprio in questi giorni in Piemonte, regione in cui è stato dichiarato lo stato di calamità naturale. A Roma il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, questa mattina all’inizio della conferenza stampa finale della 58ª assemblea generale dei vescovi italiani ha ricordato le vittime dell’alluvione.