CLUSTER BOMBS: OGGI LA FIRMA DEL TRATTATO A DUBLINO. LA GIOIA DELLE ONG CON QUALCHE DUBBIO

Si firmerà oggi a Dublino, l’atteso trattato per la messa al bando delle cluster bombs – le bombe a grappolo che si frammentano in centinaia di piccoli ordigni che uccidono civili anche dopo anni -, con l’intesa di 109 nazioni, riunite da dieci giorni in Irlanda. Dopo anni di battaglie grazie a campagne internazionali della società civile, ora gli attivisti esultano, pur con qualche perplessità su alcuni punti e Paesi che non intendono firmare (Usa, Israele, Russia, Cina, India e Pakistan). Per Handicap internazional, che aderisce alla Coalizione internazionale contro le bombe a grappolo, "l’accordo supera le nostre aspettative", ma bisogna "vigilare" su alcune clausole. L’articolo 21 permette infatti ai Paesi firmatari di avvalersi dell’appoggio di eserciti alleati che ancora usano le cluster bombs: ad esempio la Gran Bretagna (che ha accettato di distruggere il proprio arsenale) e gli Usa. "Queste eccezioni – denuncia Jean-Baptiste Richardier, di Handicap international – consacrano la supremazia tecnologica, economica e militare di alcuni Paesi". I Paesi firmatari avranno 8 anni di tempo per smettere di costruire, stoccare e distruggere gli arsenali. Nel trattato si prevedono anche misure di assistenza per le vittime civili: secondo dati incompleti sarebbero 13.306 le vittime e più di 400 milioni di persone al mondo (soprattutto bambini) sono a rischio.