Caritas italiana è impegnata da diversi anni in Myanmar con interventi per oltre 1,5 milioni di euro. "Una parte di questi fondi, che saranno reintegrati dalle offerte in arrivo, è già stata destinata ai primi aiuti di emergenza spiega il responsabile della Caritas -, con la distribuzione di generi di prima necessità e accoglienza dei profughi nelle chiese e nelle strutture ecclesiali". In Myanmar, su 48 milioni di abitanti, i cristiani sono circa il 4%. La Chiesa cattolica ha 14 diocesi, piccole ma molto attive sul fronte della solidarietà. Caritas italiana si collega ogni giorno in teleconferenza con le ong e i referenti nel Myanmar per fare il punto della situazione e organizzare gli aiuti. "Stiamo cercando di fare un piano dei bisogni e delle risposte dice Beccegato -, che però non è facile perché l’area colpita e le cifre delle vittime sono enormi. Gli operatori a Yangon ci raccontano che tutti gli alberi della capitale sono stati sradicati, i tralicci sono caduti e le tubature divelte, non c’è energia elettrica né acqua ed è alto il rischio epidemie". In questa situazione drammatica, raccomanda Beccegato, "è importante che il governo militare permetta la partecipazione della gente e della società civile nella gestione degli aiuti, in accordo con loro, in modo che l’intervento sia efficace ed efficiente, in tempi rapidi". (segue)