In occasione dell’anniversario della decisione di creare la moneta unica, così come previsto dal precedente Trattato di Maastricht, la Commissione ha presentato oggi a Bruxelles uno studio intitolato "Uem@10: bilancio dell’Unione economica e monetaria dieci anni dopo la sua creazione". Nel testo vengono ripercorse le trasformazioni e i principali eventi economici e finanziari a partire dal 1998, cui seguono una serie di valutazioni sui problemi che restano da affrontare per dare ulteriore stabilità ai processi produttivi e commerciali, per far crescere la competitività del sistema economico europeo e creare occupazione. Secondo gli esperti della Commissione, "l’euro ha introdotto una durevole stabilità dei prezzi a un livello che la maggior parte dei suoi Stati membri non aveva mai conosciuto"; "i tassi di interessi sono mediamente scesi al 5%, contro il 9% degli anni ’90". Inoltre, il venir meno dei costi e dei rischi legati al cambio, ha consentito di accrescere gli scambi nell’Uem, che "attualmente rappresentano un terzo del Pil europeo, contro il 25% precedente". Dati positivi giungono inoltre da maggiori investimenti e "da un più elevato livello occupazionale, con la creazione di 16 milioni di posti di lavoro".