"L’Unione economica e monetaria è una costruzione solida", "un successo incontestabile"; "in un periodo come questo, di grande incertezza, dove si registrano aumenti spropositati dei prezzi dell’energia e dei beni alimentari, occorre felicitarsi disponendo di una moneta unica, basata su un mercato che comprende 320 milioni di persone". Joaquin Almunia, commissario Ue agli affari monetari, traccia un bilancio dei primi dieci anni dell’esistenza dell’euro; la decisione di creare la valuta risale al 1998 e la Banca centrale europea entro in funzione il 1° giugno di quell’anno. L’euro divenne invece una realtà, come moneta contabile, il 1° gennaio successivo, mentre come moneta corrente cominciò a circolare nel 2002. Da 11 Stati iniziali, oggi l’euro riguarda 15 paesi e già si annuncia l’ingresso della Slovacchia. Almunia sottolinea anche i problemi: "Molto resta da fare. La governance della zona euro e il coordinamento delle politiche monetarie devono migliorare" per "diventare più efficaci". Infatti le "decisioni economiche di un singolo paese influiscono su tutti gli altri". Da qui la continua necessità di vigilare su inflazione, bilanci pubblici, rapporto tra Prodotto interno lordo e indebitamento. (segue)