Con la visita al Memoriale dei Martiri recenti e dei testimoni della fede nella Basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, Sua Santità Karekin II e tutta la delegazione armena intendono ripercorrere "il pellegrinaggio ideale attraverso il martirio del XX e del XXI secolo" compiuto da Benedetto XVI lo scorso 7 aprile e "in un clima di preghiera e fraternità sottolineare il valore della testimonianza resa fino al sangue di un milione e mezzo di cristiani figli della Chiesa armena e la comunione che nel martirio li lega a tutte le confessioni cristiane". Questo secondo mons. Marco Gnavi, direttore dell’Ufficio per il dialogo ecumenico della diocesi di Roma – il significato della visita del Patriarca Armeno al Memoriale dei Martiri in programma questa mattina. Il sacerdote accoglierà la delegazione nell’antica Basilica dove è custodito l’antico sarcofago che accoglie le reliquie di San Bartolomeo, apostolo ed evangelizzatore degli armeni. Anche l’icona dell’altare maggiore ricorda, insieme alle altre, questa Chiesa orientale, con la raffigurazione di un vescovo armeno ucciso nella grande persecuzione tra il 1915 e il 1918. "Il Catholicos dice al Sir mons. Gnavi – conferma il legame spirituale che unisce la sua Chiesa a questa Basilica, oltre al legame fraterno e spirituale con la Comunità di Sant’Egidio".