” “P.Zilio confida che "percorrere più di 200 km per celebrare l’eucarestia con un gruppo di cinque, sei o al massimo una quindicina di persone, valorizza il mio sacerdozio". D’altronde, aggiunge, "qui c’è il deserto e delle oasi: le minuscole comunità di cristiani, dove è essenziale scendere profondamente alla radici della propria fede". Pensando all’Italia il missionario si rattrista nel constatare che oggi "sembra imporsi, invece, una pericolosa regola d’oro: chiudersi nel proprio particolare interesse. Rifiutare la differenza dell’altro. Perdere il senso di servire una comunità nel suo insieme, al di sopra di ogni particolarismo. Curare, in fondo, i propri interessi. Qui, invece, si capisce che la vita vale perché si fa dono. Non ai suoi. Ma ad un popolo immensamente differente. E immensamente bisognoso di noi".