CARD. CASAROLI: BERTONE, "PADRE AGOSTINO E I RAGAZZI DI CASAL DEL MARMO"

Il card. Casaroli "non fu solo un eccellente diplomatico, un ecclesiastico giunto al vertice della Chiesa, uno ottimo tessitore di dialogo e di relazioni", ma anche "un amico dei poveri e di giovani in difficoltà, capace di unire all’attenzione per le grandi questioni ecclesiastiche e politiche l’ascolto e l’aiuto per chi soffre ed è emarginato". Accolte nel ’90 da Giovanni Paolo II le sue dimissioni da segretario di Stato per raggiunti limiti di età, Agostino Casaroli – ha ricordato il card. Bertone al convegno svoltosi oggi in Vaticano a dieci anni dalla morte – "intensificò soprattutto quel contatto con i giovani detenuti del carcere minorile romano, che in passato aveva dovuto suo malgrado sacrificare". Diversi anni dopo, è lo stesso Casaroli a riferire di un colloquio avuto con Papa Giovanni dopo uno dei viaggi: "Mi chiese con grande bontà: Va sempre da quei ragazzi? Erano i giovani del carcere minorile di Roma. Essi erano diventati per me ‘i miei ragazzi’, benché non avessi alcun incarico ufficiale. Risposi semplicemente: ‘Sì, Santo Padre’. Ed egli: ‘Non li abbandoni mai!’. Ho conservato e conservo nel cuore quelle parole come un testamento". I ragazzi lo chiamavano familiarmente "Padre Agostino", e "solo tardi – ha rivelato Bertone – compresero chi era. Aveva stretto con loro un legame di reciproca fiducia. Li incontrò per l’ultima volta dieci giorni prima della morte".