Un "sapiente servitore della Chiesa", che "ha rivestito un ruolo di primissimo piano nella Chiesa accanto ai Pontefici succedutisi nella seconda parte del secolo XX". Così il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, ha definito il card. Agostino Casaroli, ripercorrendone l’azione diplomatica che "ha accompagnato il ministero di ben 5 Pontefici": Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II, di cui è stato segretario di Stato a "logico e giusto coronamento di tutta una vita spesa a servizio della Santa Sede". Aprendo il Convegno che si è svolto oggi in Vaticano, a dieci anni dalla scomparsa dell’insigne porporato, Bertone ha fatto notare che la sua "azione paziente e faticosa" ha sempre mirato a "ricercare, costruire la pace e assicurare alla Chiesa le condizioni per svolgere la propria azione nella libertà e nella pace". L’azione "pastorale e diplomatica" del card. Casaroli, che "coincide in gran parte con la cosiddetta ostpolitik della Chiesa", secondo Bertone "si muove tra due poli: il bene della Chiesa e la ricerca del dialogo possibile". Fu Giovanni XXIII; ha ricordato Bertone, a cominciare ad inviarlo "ambasciatore itinerante" presso i Paesi comunisti dell’Est; quella con Paolo VI fu "un’intesa costante tesa a favorire, con ogni mezzo possibile, il dialogo della Chiesa con le nazioni, anche con quelle ad essa ostili".