Ancora il Comitato rom campano chiede "l’adozione di politiche non ghettizzanti o discriminanti per i popoli rom", "il coinvolgimento dei rom nei tavoli in cui si decide dei loro futuro in un processo di partecipazione dal basso", "un tavolo di lavoro tra commissario per l’emergenza sicurezza e le associazioni, i comitati e i rom per progettare insieme una strategia verso una reale soluzione dei problemi che noi riteniamo essere un problema non di sicurezza, ma di rispetto dei diritti umani". Infine, le ultime due richieste: "il riconoscimento e la tutela da parte dell’Italia e della Unione europea del romanesh come lingua antichissima da considerarsi patrimonio dell’umanità" e "il risarcimento ai rom per le persecuzioni millenarie culminate nello sterminio nazista". A Napoli, comunque, non c’è solo intolleranza. Padre Pizzuti ricorda che "nell’ambito delle attività di promozione culturale, sviluppate da anni dall’Associazione ‘Chi rom e chi no’, per favorire l’educazione dei ragazzi del campo rom di Scampia, si deve segnalare un’iniziativa di educazione informatica per adolescenti rom scolarizzati". Con l’ausilio di tre computer "trenta ragazzi rom, durante i mesi estivi, saranno avviati, con l’aiuto di tutors, all’uso del pc".