“Secondi dopo il Giappone e prima della Germania e della Grecia, l’Italia è tra i paesi più vecchi del mondo, con una aspettativa di vita per le donne oggi di 84,1 anni e per gli uomini di 78,6 anni. Tuttavia, siamo anche un paese che ‘sta morendo’, perché il nostro tasso di fertilità è molto basso, a 1,3 figli per donna, e non siamo più in grado di sostituire le perdite. Questo ci dovrebbe far pensare molto”: lo ha detto oggi a Chianciano Terme il geriatra Giovanni Gambassi, direttore del Reparto di lungodegenza del Policlinico Gemelli di Roma e ricercatore nel campo delle malattie geriatriche, proponendo al convegno dei direttori diocesani di pastorale sanitaria promosso dalla Cei, la relazione su “Promuovere la salute in una società che invecchia”. “Se siamo una popolazione così favorevolmente longeva, – ha aggiunto Gambassi – bisogna riscontrare che gli ultra-65enni denunciano più di tre malattie croniche e dopo i 55 anni di età oltre la metà delle persone assumono uno o più farmaci al giorno”. Secondo Gambassi, “gli anziani oggi non sono adeguatamente oggetto della ricerca scientifica, mentre dovrebbero esserlo per l’alto tasso di malattie croniche di cui sono portatori”.