"Il ’94 ha rappresentato una svolta epocale per tutte le istituzioni sanitarie afferma Magistrelli : il Drg ha costituito un incentivo alla produttività; elemento di per sé non negativo ma che ha anzi portato allo scoperto le strutture che non funzionavano". "Il problema – secondo il preside nasce dalla valutazione esclusivamente in termini numerici del prodotto, del quale andrebbe viceversa analizzata la qualità in termini di risultato". Magistrelli ammette che "qualcosa in questa direzione comincia a muoversi: occorre dare impulso a questo tipo di controlli di qualità da parte delle Regioni. Una cultura che in Italia fatica a farsi strada, ma è già diffusa negli Usa e nei Paesi del Nord Europa dove le strutture sanitarie vengono verificate a campione, valutando gli indici di complicanze, la degenza media, la mortalità, gli indici di successo e insuccesso dell’attività operatoria dei chirurghi".