Paura di perdere il posto di lavoro (31,1%) e difficoltà economiche (29,5%) sono le motivazioni principali che inducono soprattutto le giovani tra i 18 e i 24 anni a non operare "scelte di vita impegnative" come quella di avere un figlio. Se, infatti, da un lato è vero che le donne italiane hanno una legge di tutela della maternità tra le migliori in Europa, è altrettanto vero che i datori di lavoro "considerano la maternità con una sempre più diffusa e sottile ostilità". A conferma di ciò basta riflettere sull’altissima percentuale di occupate tra le donne senza figli: la maternità appare spesso come un ostacolo alla carriera, alla produttività, all’operosità, in altre parole un "problema privato" che ha poco a che vedere con la collettività ed il sociale. Le donne che oggi scelgono dunque di diventare mamme si trovano "di fronte a un bivio: sacrificare tutte le energie sdoppiandosi tra casa e lavoro o scegliere una delle due strade". In ogni caso, la situazione delle madri lavoratici italiane sembra peggiorare sempre di più: "i servizi diminuiscono e aumentano di prezzo, il lavoro è sempre meno garantito e più precario e il mercato sembra impermeabile alle esigenze di conciliazione". (segue)