Secondo i promotori, il Consiglio sociale sarebbe formato da una ventina di personalità del mondo della cultura, della scienza, dell’arte e della politica, (sono esclusi i funzionari statali e quanti lavorano in televisione). Suo compito sarebbe intervenire, per esempio con cadenza settimanale, sui canali nazionali russi esprimendo il proprio punto di vista sui palinsesti. Da parte sua mons. Paolo Pezzi, arcivescovo cattolico della Madre di Dio a Mosca, ha affermato che "bisogna fare fronte in qualche modo" alla violenza e assenza di principi etici nella tv, "senza sottrarsi alla propria responsabilità". Il presidente del Club dei giornalisti ortodossi Aleksandr Scipkov ha comunicato ai presenti che l’iniziativa ha ricevuto l’appoggio anche dei luterani, del patriarca Alessio II, del gran muftì della Russia Ravil Gaynutdin e del rabbino capo di Russia Berel Lazar. Scipkov ha inoltre annunciato che "il Consiglio della Federazione ha preparato un progetto di legge che verrà presto discusso". L’influsso moralmente negativo della televisione è stato denunciato anche da quasi tutti gli intervistati nel sondaggio condotto dal sito Religare.ru, che si sono detti favorevoli al progetto di legge sul Consiglio sociale.