"Negli ospedali italiani ormai aumentano sempre di più le nascite di bambini figli di immigrati. Si arriva sino al 30-35 per cento del totale. Il che significa che avremo sempre più a che fare con le famiglie degli stessi immigrati e molti di loro, come è noto, non sono cristiani": lo ha detto stamane fratel Marco Fabello, presidente nazionale dell’Aipas (Associazione italiana di pastorale della sanità) riflettendo al convegno nazionale dei direttori diocesani di pastorale sanitaria, che si conclude oggi a Chianciano Terme, sulle prospettive dell’assistenza spirituale ai malati. "Come cristiani disponiamo di un notevole apparato di strutture e servizi per il malato e l’animazione pastorale degli ambienti della cura e sanità. Basti pensare ha detto ai centri di formazione tra cui il ‘Camillianum’, alle varie iniziative nelle diocesi e associazioni, ai tavoli regionali della sanità, alle facoltà di medicina, alle numerose cappellanie, ai molti ‘ministri straordinari dell’Eucarestia’". "Tutte queste realtà ha aggiunto fratel Fabello accanto ai gruppi di volontariato sanitario hanno però bisogno anzitutto di concentrarsi nella preghiera, perché è da essa che prende senso e vigore l’assistenza spirituale ai malati nei diversi ambienti di cura, accoglienza, ricovero".