Sono un milione i romeni in Italia ad inizio 2008, cento volte di più rispetto a 17 anni fa. Una presenza "non priva di aspetti problematici" per "l’ostilità nei loro confronti" anche a causa di "frange di persone" che "offuscano l’immagine della collettività romena, ricca di virtualità". Contro la "sindrome dell’assedio" che sembra invadere gli italiani la ricetta è "una strategia concreta ispirata alla reciproca fiducia", con "collaborazioni bilaterali e una maggiore insistenza sui percorsi di integrazione". Lo suggerisce il volume di Caritas italiana su "Romania, immigrazione e lavoro in Italia. Statistiche, problemi e prospettive", curato dai redattori del Dossier immigrazione in sinergia con diverse strutture pubbliche e private, presentato oggi a Roma e in diverse città italiane. Il libro (il terzo di una serie, i precedenti erano dedicati ai flussi dall’est Europa e alla Polonia) vuole riflettere "sul senso profondo di questa fase storica e riconoscerne i vantaggi, senza continuare a rimanere bloccati dalla paura di una ‘invasione’ dall’Est". Emerge che nei Paesi Ue (soprattutto in Spagna e in Italia) i romeni sono circa 2 milioni, ossia una famiglia su 3 è emigrata all’estero. Secondo i curatori del volume questa è "una situazione di transizione" perché molti "sarebbero disposti a tornare in patria a determinate condizioni economiche". (segue)