I circa 4 milioni di stranieri presenti in Italia, ha sottolineato mons. Nozza, "dicono che il pacchetto sicurezza non basta e reclamano, giustamente, il ‘pacchetto integrazione’". A questo proposito si è detto "perplesso" riguardo ai 50 milioni di euro previsti dal fondo per l’inclusione sociale degli immigrati della finanziaria 2007 oggi invece "diversamente destinati". Ha quindi elencato una serie di proposte: tra queste, fare in modo che i datori di lavoro versino 72 euro (la stessa quota che devono pagare gli stranieri per entrare in Italia) per le politiche di integrazione; investire per la creazione di nuovi alloggi; pensare ad una nuova sperimentazione della "venuta in Italia per la ricerca del posto di lavoro"; sostenere interventi di integrazione nelle scuole; corsi di lingua per i genitori; aumentare i mediatori culturali. E tra romeni e italiani propone "un patto tra i nuovi venuti e il Paese Italia, che comporta per entrambi diritti e doveri". Giorgio Alessandrini, del Cnel, ha poi invitato ad essere "vigilanti ma equilibrati, evitando le esagerazioni che hanno caratterizzato il recente periodo elettorale", poiché "integrazione significa innanzi tutto uguaglianza di trattamento, e i criminali romeni vanno trattati alla pari di quelli italiani, senza praticare sconti e senza infierire".