La "Carta di Roma" è "un segnale positivo di assunzione di responsabilità da parte dei giornalisti" e "una presa di coscienza che l’informazione ha un ruolo importante per l’integrazione degli immigrati nella società italiana": commenta così al SIR padre Gianromano Gnesotto, direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale degli Immigrati e Rifugiati della Fondazione Migrantes, l’approvazione all’unanimità, avvenuta ieri, da parte del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, della “Carta di Roma”, che chiede agli stessi giornalisti di “osservare la massima attenzione nel trattamento delle informazioni concernenti i richiedenti asilo, i rifugiati, le vittime della tratta e i migranti”. Il documento, rileva padre Gnesotto, "arriva in un momento particolarmente delicato" per l’Italia ed è "un importante richiamo alla responsabilità e al rispetto della deontologia professionale". Il responsabile Migrantes apprezza l’invito della "Carta" a curare la formazione di base dei giornalisti, viste le "innumerevoli sfaccettature" dell’argomento. "Anche se non si può pretendere la formazione di tutti i giornalisti precisa si può chiedere ad ogni redazione di avere qualche giornalista capace di lavorare bene in un contesto multiculturale". Anche perché, conclude, "il fenomeno ha conseguenze talmente grandi per la società da richiedere una effettiva lungimiranza".