"È un risultato tragico per l’Irlanda, per l’Ue e per la posizione dell’Europa nel mondo": Andrew Duff, europarlamentare liberale inglese, che ha seguito come relatore l’approvazione del Trattato di Lisbona, usa parole preoccupate per commentare il "no" al testo di riforma emerso dalle urne. Duff aggiunge che "il contenuto del Trattato si muove nel vero interesse degli Stati membri e dei cittadini dell’Unione". L’eurodeputato italiano Gianni Pittella (Pse) chiede invece di "proseguire con le cooperazioni rafforzate", già utilizzate per la moneta unica e per Schengen. E aggiunge: "L’Europa non può continuare a essere ostaggio di chi non la vuole". Di tutt’altro genere il commento di Francis Wurtz, francese, capogruppo della Sinistra unita all’Europarlamento. "Saluto con entusiasmo il risultato del referendum irlandese spiega dal momento che senza tale scossa non ci sarebbe alcuna possibilità di avviare un dibattito su cosa deve cambiare negli orientamenti e nelle strutture dell’attuale Ue". Wurtz ringrazia "gli amici del Sinn Fein", il partito autonomista dell’isola, che si era battuto per stoppare la ratifica del trattato.