IMMIGRAZIONE: MEDICINA DELLE MIGRAZIONI, "PREOCCUPA RIDUZIONE ACCESSO IRREGOLARI A SANITÀ"

"L’enfasi sulla sicurezza" e "il clima di sospetto e paura", hanno provocato "una riduzione preoccupante degli accessi" degli immigrati ai servizi sanitari. La denuncia viene dalla Società italiana di medicina delle migrazioni (Simm), che dal ’90 si occupa di assistenza sanitaria degli immigrati, tramite una rete di 620 soci e 7 coordinamenti. La Simm diffonde oggi una lettera appello sul diritto all’assistenza sanitaria, ricordando che le normative italiane permettono anche agli irregolari di usufruire dei servizi sanitari per le urgenze e per le cure essenziali. Una di queste norme è stata "voluta ed approvata dal centro destra anche con i voti della Lega" nel ’95 perché la "logica" "non è solo quella di ‘aiutare/curare l’immigrato irregolare’ ma particolare di tutelare la collettività". Ma oggi, rilevano, "tutte le strutture in Italia che si occupano di assistenza sanitaria ad immigrati irregolari denunciano una riduzione preoccupante degli accessi": "badanti che non vengono a farsi curare o immigrati che vanno a lavorare in condizioni precarie di salute, o che vivono in condizioni di promiscuità o di fragilità sociale con altri immigrati o con italiani". Perciò, conclude, il "pacchetto sicurezza", "pur non contenendo condizioni ostative all’accesso ai servizi sanitari" è di per sé "patogeno", ossia causa di malattia per gli immigrati e per la collettività".