"Andare al di là" dei vecchi schemi e rompere i residui legacci ideologici, che impediscono, per esempio, di dare un nome nuovo alla Fede del Pd e di trovare una collocazione "nuova" in Europa. E’ il "consiglio" di padre Bartolomeo Sorge, direttore di "Aggiornamenti sociali", al Partito Democratico. "La fretta con la quale è stata varata la nuova formazione politica, che nelle intenzioni doveva fare sintesi tra riformismo cattolico, socialista e laico, non ha giovato alla chiarezza della sua identità", afferma il gesuita in un’intervista a Famiglia cristiana, e dichiara: "Il vero Pd non è ancora nato. E’ rimasto la somma degli ex Ds e degli ex Margherita. Non c’è stato il salto di qualità necessario". Secondo padre Sorge, la Costituente del 20 e 21 giugno "dovrebbe sciogliere il nodo del progetto politico: all’interno, dando il via a un’opera di capillare costruzione di una nuova forma-partito, che coinvolga la base in un dibattito serio; all’esterno, facendo capire alla gente che il progetto politico del Partito democratico non è un fac-simile di quello del Pdl, come molti sono portati a pensare". Per padre Sorge, inoltre, "il problema non sta tanto nel fatto in sé della presenza dei radicali nel Pd", ma se "sia possibile realizzare il progetto riformista del Pd, ispirato a valori che sono agli antipodi della ideologia radicale, individualistica e libertaria".