Il "no" irlandese al Trattato di Lisbona "pone all’Ue una delle più difficili sfide della sua storia". Lo ha dichiarato Hans-Gert Poettering, aprendo a Strasburgo la sessione plenaria dell’Europarlamento, che proseguirà fino al 19 giugno. Il politico tedesco ha quindi affermato davanti agli eurodeputati che il testo di riforma "rende l’Unione più democratica, le consente una maggiore capacità di agire e la dota di maggiore trasparenza, rafforza il Parlamento europeo, attribuisce maggiori responsabilità ai parlamenti nazionali, conferisce ai cittadini un potere di iniziativa nei confronti delle istituzioni comunitarie". Per tali ragioni il Trattato di Lisbona "è la risposta alle critiche dei cittadini sui deficit dell’Ue" e inoltre "avvicina l’Europa ai suoi cittadini". Poettering ha quindi esortato i capi di Stato e di governo, che si riuniranno il 19 e 20 giugno a Bruxelles, a "intraprendere tutti i passi necessari affinché il trattato diventi realtà". Il "processo di ratifica deve quindi continuare senza riserve", mentre l’Irlanda "dovrebbe presentare delle proposte per uscire assieme da questa fase difficile".