IMMIGRAZIONE: EUSEBI (CATTOLICA) "RECUPERO E NON ESPULSIONE"

"In una società multietnica e multiculturale è un dovere educarci ed educare alla cultura della coesistenza e ad un’accettazione della diversità". Lo ha detto Tullia Zevi all’incontro "Mille voci contro il razzismo" svoltosi oggi a Roma su iniziativa dell’Università La Sapienza. L’ex presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane ha sostenuto l’importanza di testimoniare lo sterminio degli ebrei per dimostrare come sia stato possibile andare contro una pur radicata cultura della coesistenza. "Ho paura che ci stiamo abituando all’ingiustizia e alla violenza, come se facciano parte del senso comune del nostro paese" ha affermato Gad Lerner. Ciò che è ancora più grave, per il giornalista, è che non si esprime solo l’odio, ma lo si fa in nome del popolo italiano, chiamando in causa una "sicurezza che capovolge la realtà". Per Luciano Eusebi, ordinario di diritto penale alla Cattolica di Milano "il rischio per la sicurezza è la non integrazione, il non saper creare una cultura di dialogo". Ricordando le parole del card. Tettamanzi dei giorni scorsi, Eusebi ha invitato ad immedesimarsi nelle sofferenze degli immigrati in Italia. "Pensiamo veramente che un reato possa fermare chi non ha paura di morire?". "C’è una grave carenza di progettazione in positivo – ha concluso – lo spauracchio del carcere va contro le esigenze di prevenzione reale. C’è bisogno di percorsi di recupero e non di espulsione".