Domani, quasi 500 mila studenti inizieranno gli esami di maturità; intanto, i primi dati diffusi dai media riguardano il "boom" dei debiti scolastici, che una circolare ministeriale impone di recuperare entro il 31 agosto. "Quando si è deciso di abolire gli esami di riparazione ricorda al Sir Luciano Corradini, presidente dell’Aidu (Associazione italiana docenti universitari) e presidente emerito dell’Uciim (Unione cattolica italiana insegnanti medi)- lo si è fatto in nome dell’autonomia scolastica, allora agli inizi, e per iniziare il nuovo anno scolastico con le classi già formate, senza dover attendere l’esito autunnale degli esami". A monte della proposta, spiega il pedagogista, "la decisione di non concepire l’esame come una sorta di giudizio universale, ma come un momento importante in cui si valutano alcuni aspetti della personalità e della formazione culturale e tecnica degli studenti. Poiché il nostro sistema scolastico non consente avanzamenti differenziati, ma prevede il passaggio da un anno all’altro globalmente, sarebbe ingiusto bloccare gli studenti tutto l’anno su alcune materie". (segue)