Isidoro, per il Santo Padre, "non avrebbe voluto perdere nulla di ciò che era stato acquisito dall’uomo nelle epoche antiche, fossero esse pagane, ebraiche o cristiane". "Non deve stupire pertanto se, nel perseguire questo scopo ha proseguito il Papa – gli succedeva a volte di non riuscire a far passare adeguatamente, come avrebbe voluto, le conoscenze che possedeva attraverso le acque purificatrici della fede cristiana". "La ricchezza delle conoscenze culturali ha di cui disponeva Isidoro ha fatto notare il Pontefice – gli permetteva di confrontare continuamente la novità cristiana con l’eredità classica greco-romana". "Da ammirare" è "il suo assillo di non trascurare nulla di ciò che l’esperienza umana aveva prodotto nella storia della sua patria e del mondo intero". Nella parte iniziale della catechesi,il Papa ha menzionato la biblioteca di Isidoro, "ricca di opere classiche, pagane e cristiane": "attratto" dalle une e dalle altre, Isidoro "fu educato a sviluppare una disciplina molto forte nel dedicarsi al loro studio, con discrezione e discernimento". Grazie al "clima sereno ed aperto" in cui viveva, Isidoro possedeva "una conoscenza enciclopedica della cultura classica pagana e un’approfondita conoscenza della cultura cristiana": di qui il suo "eclettismo",che spaziava "con estrema facilità da Marziale ad Agostino, da Cicerone a Gregorio Magno".” ” ” ” ” “