BENEDETTO XVI: UDIENZA, SANT’ISIDORO E IL "RAPPORTO CON GLI ERETICI E CON GLI EBREI" (2)

Isidoro, per il Santo Padre, "non avrebbe voluto perdere nulla di ciò che era stato acquisito dall’uomo nelle epoche antiche, fossero esse pagane, ebraiche o cristiane". "Non deve stupire pertanto se, nel perseguire questo scopo – ha proseguito il Papa – gli succedeva a volte di non riuscire a far passare adeguatamente, come avrebbe voluto, le conoscenze che possedeva attraverso le acque purificatrici della fede cristiana". "La ricchezza delle conoscenze culturali ha di cui disponeva Isidoro – ha fatto notare il Pontefice – gli permetteva di confrontare continuamente la novità cristiana con l’eredità classica greco-romana". "Da ammirare" è "il suo assillo di non trascurare nulla di ciò che l’esperienza umana aveva prodotto nella storia della sua patria e del mondo intero". Nella parte iniziale della catechesi,il Papa ha menzionato la biblioteca di Isidoro, "ricca di opere classiche, pagane e cristiane": "attratto" dalle une e dalle altre, Isidoro "fu educato a sviluppare una disciplina molto forte nel dedicarsi al loro studio, con discrezione e discernimento". Grazie al "clima sereno ed aperto" in cui viveva, Isidoro possedeva "una conoscenza enciclopedica della cultura classica pagana e un’approfondita conoscenza della cultura cristiana": di qui il suo "eclettismo",che spaziava "con estrema facilità da Marziale ad Agostino, da Cicerone a Gregorio Magno".” ” ” ” ” “