Sant’Isidoro sperimentò una "enorme difficoltà" ad "affrontare in modo adeguato problemi assai gravi come quelli dei rapporti con gli eretici e con gli ebrei": "tutta una serie di problemi ha sottolineato il Papa durante l’udienza di oggi, davanti a circa 11 mila fedeli, dedicata alla figura del vescovo di Siviglia – che "appaiono molto concreti anche oggi, soprattutto se si considera ciò che avviene in certe regioni nelle quali sembra quasi di assistere al riproporsi di situazioni assai simili a quelle presenti nella penisola iberica in quel sesto secolo". Per "capire meglio" Isidoro, secondo Benedetto XVI "occorre ricordare, innanzitutto, la complessità delle situazioni politiche del suo tempo". Nonostante "l’amarezza dell’esilio" che "aveva dovuto sperimentare durante gli anni della fanciullezza" era "pervaso di entusiasmo apostolico", perché "sperimentava l’ebbrezza di contribuire alla” “formazione di un popolo che ritrovava finalmente la sua unità, sul piano sia politico che religioso, con la provvidenziale conversione dell’erede al trono visigoto Ermenegildo dall’arianesimo alla fede cattolica". (segue)” ” ” ” ” “