Occorre "impedire l’insorgere di una guerra tra poveri in nome della sicurezza, della diversità mal sopportata e del fastidio provocato" da chi "cerca condizioni di vita migliori". E’quanto affermano oggi in una nota congiunta la Caritas e la Fondazione Migrantes di Reggio Calabria-Bova. Pur ritenendo che "eventuali azioni delittuose vadano prevenute e represse con strumenti propri di uno Stato di diritto e senza falsi buonismi", i due organismi diocesani ribadiscono "l’inviolabilità dei diritti universali dell’uomo assunti dalla nostra Costituzione" e invitano "le istituzioni e le realtà sociali territoriali" a "rispettare la dignità delle persone". "L’annuncio di una legislazione più restrittiva e sanzionatoria anche penalmente prosegue la nota diventa lesivo dell’inviolabilità e sacralità della persona quando il crimine è collegato non al delitto comune compiuto, ma alla condizione sociale di immigrato, anche se clandestino". Caritas e Migrantes parlano di "un assurdo giuridico, oltre che morale, contro cui la coscienza dei credenti deve ribellarsi e suggerire atteggiamenti istituzionali e sociali di rispetto, accoglienza e integrazione, pur nel rispetto delle leggi e della sicurezza dello Stato".