” “"Un’opportunità per richiamare l’attenzione sul destino di tutte le persone costrette a lasciare il proprio Paese". Così si legge nell’appello per la Giornata mondiale del rifugiato del 20 giugno e firmato dalla Federazione delle Chiese evangeliche, dalla Conferenza dei Vescovi svizzeri, dalla Chiesa cattolica cristiana svizzera e dalla Federazione svizzera delle comunità ebraiche. Il testo, riportato da Fides, afferma che "nel mondo, oltre 33 milioni di persone sono in fuga. Gran parte di loro cerca protezione nel proprio Paese o nei Paesi confinanti a seguito di violenza e persecuzione". Anche la Svizzera ha accolto queste persone che costituiscono "una chance e allo stesso tempo una sfida, sia per la società che per i nuovi arrivati". Secondo i leader religiosi, il destino dei rifugiati non riceve attenzione dai media. Lo scorso anno sono state 10.000 i richiedenti asilo in Svizzera e "nel 75% dei casi il Paese ha concesso asilo o un’ammissione provvisoria". Tuttavia ricordano i leader, l’impegno non deve essere solo delle Autorità ma "l’integrazione presuppone sia la disponibilità delle persone straniere sia l’apertura di noi cittadini svizzeri. Noi, cristiani ed ebrei, siamo chiamati a impegnarci affinché coloro che hanno bisogno della nostra protezione vengano accolti e possano costruirsi una propria esistenza" conclude il testo.